Il Parco Nazionale Cozia

Nel suo percorso verso il Danubio, il fiume Olt attraversa i Carpazi Meridionali, in zone molto spettacolari. Quella che divide il Monte Cozia dai Monti di Capatana si stende su 17 mila ettari ed è un’area protetta. Si tratta del Parco Nazionale Cozia, che include zone forestali, su entrambe le rive del fiume Olt. La ricchezza della sua flora è uno dei principali motivi per cui si è deciso di prottegere la zona. Dettagli da Pavel Prundurel, direttore del Parco Nazionale Cozia:
“Qui c’è una straordinaria ricchezza botanica, di specie di flora selvatica conosciute genericamente come “i fiori di Cozia”. Gli studi indicano che il 10% di queste specie si trovano soltanto in questo areale di Cozia. Un altro elemento caratteristico sono le foreste. Dei 17 mila ettari del Parco, il 96% sono foreste, di cui 7800-8000 ettari di foreste vergini”.

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Una regione con una flora cosi svariata doveva per forza avere anche una fauna su misura:
Il Massiccio Cozia è un pò isolato, al sud dei Carpazi Meridionali. Negli areali più isolati, di solito, si sviluppano una flora e una fauna particolari. A Cozia c’è l’intera piramide trofica dei Carpazi, a partire dai carnivori grossi (l’orso, il lupo, la lince) fino agli erbivori (il daino, il cervo, il camoscio.) Molto interessanti sono anche le specie di volatili selvatici. Ultimamente, forse per i cambiamenti climatici che si verificano, la zona delle gole dell’Olt è abitata da numerosi volatili che finora si trovavano nelle zone di steppa, nel delta, o addirittura nella zona marina. Altre specie interessanti nel nostro parco sono gli insetti, come lo scorpione piccolo, una specie veramente rara. È rintracciabile qui grazie alle influenze sempre più frequenti del clima mediterraneo”.
La zona della Valle dell’Olt è abitata dai più remoti tempi, cosi che non mancano le vestigia archeologiche.

Pavel Prundurel, direttore del Parco Nazionale Cozia, racconta:
”Nella zona Caciulata, sulla riva sinistra dell’Olt, c’è il castro romano Arutela. Luogo dove accamparono i romani nella seconda guerra con i nostri antenati daci, nell’anno 100 dopo Cristo. È da qui che avviarono delle incursioni sul territorio della Dacia. Per la sorpresa degli storici e dell’allora amministrazione romana, nelle Gole dell’Olt trovarono un ponte sull’omonimo fiume, costruito in pietra e legno. Questo dimostra che i daci avevano degli esperti in questo tipo di costruzioni”.

La zona del Parco Nazionale Cozia è ricca di chiese, nella maggior parte, cristiano-ortodosse. Tra queste, i Monasteri Cozia, Stanisoara, Turnu, poi l’èremo Ostrov e l’èremo Cornet.
Una chiesa molto vecchia è quella di Proieni, dove si sposò il principe Michele il Bravo, verso la fine del Cinquecento.
Il Parco svolge un ruolo importante anche per promuovere il turismo nel rispetto della natura, in una zona protetta. Ci vogliono tre ore per il viaggio in macchina da Bucarest a Calimanesti, dov’è la sede amministrativa del Parco Nazionale Cozia. Veramente vale la pena di farlo.

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Fonte: http://old.rri.ro/arh-art.shtml?lang=8&sec=121&art=30003

Parole chiave: Fiume Olt | Monti di Capatana | Parco Nazionale Cozia | Monastero Cozia